Itinerario No. 82
Sentiero basso della valle di Blenio
Seconda tappa: Acquarossa - Olivone
|
Anche la seconda tappa del nuovo Sentiero basso bleniese, che prende avvio ad
Acquarossa (dove ha sede lEnte Turistico della Valle di Blenio, cui ci si può
rivolgere per qualsiasi informazione) permette all'escursionista, come la prima, di
entrare in contatto con la natura, la storia, larte, le tradizioni, i paesi e la
gente della regione che percorre. E una gita che si snoda, quindi, lungo sentieri,
carraie e strade e non presenta nessuna difficoltà di percorso, rivelandosi sempre
agevole. Un po' dopo il ponte sul Brenno, si lascia la carrozzabile e si prende il
sentiero che sale a Lottigna e che, a un dato momento, sfiora le terme di Acquarossa, da
anni ormai chiuse, Il pretorio di Lottigna, considerato il "più prezioso monumento
araldico del Cantone", fu costruito nel XVI secolo da Gian Domenico Cima di Aquila,
che lo donò poi, nel 1550, al baliaggio di Blenio per farne la sede dei Lanfogti.
Diventato in seguito sede del tribunale distrettuale, accoglie, dal 1979, il Museo di
Blenio con le sue sezioni dedicate all'etnografia, allarte religiosa e alle armi. Lindustria a Torre è ricordata dall'ex fabbrica di cioccolato Cima Norma, mentre una testimonianza religiosa è data, a Dangio, dalla chiesa barocca e restaurata di S. Ambrogio. Percorsa la ferace campagna di Aquila, si è a questo villaggio (noto per i settecenteschi dipinti di Carlo Biucchi sulla facciata della parrocchiale di S. Vittore, per i dipinti delle case e per la sua napoleonica Milizia). V'è, a questo punto, loccasione (5 minuti di cammino) di vedere linteressante "ponte romano" di Grumarone. Si riprende poi il Sentiero basso che conduce, pure su "strada romana", a Ponte Aquilesco (con l'oratorio di S. Caterina affrescato dagli instancabili Tarilli). Subito dopo il ponte di Riascio, si segue il sentiero, appositamente tracciato dallEnte turistico bleniese, che porta a Concherio e quindi, con davanti la svettante imponenza del Sosto, a Olivone, che ha da proporre, in modo speciale, le sue varie chiese (tra cui la parrocchiale di S. Martino con il campanile romanico), e il museo che, a Cà da Rivoi, presenta pezzi e collezioni di ricco pregio. A Olivone termina il Sentiero basso, che può essere percorso anche in senso inverso, in direzione cioè di Biasca, ma che, in ambedue i casi, sta a comprovare come sia stata felice la scelta di un itinerario che, espressamente evitando passaggi difficili e salite faticose, permette ad ogni escursionista, giovane o anziano, preparato o no, di fare la conoscenza con una regione che ha tanto da mostrare, tanto da raccontare e tanto da offrire a chi si avvicini ad essa con animo appassionato, interessato e grato. |
![]()
(C)opyright 1997 by Sefra Webdesign. All rights reserved.