Itinerario No. 82

Sentiero basso della valle di Blenio

Seconda tappa: Acquarossa - Olivone

Punto di partenza

Acquarossa fermata bus PTT

 

Periodo più indicato

Tutto l'anno ma in particolare autunno e primavera

Carte

1:25000 CNS
1273 Biasca
1253 Olivone

1:50000 CNS
266 Leventina

ATSE


Itinerario

Itinerario seconda tappa Sentiero Basso

Informazioni
sul percorso

Fermate utili delle Autolinee Bleniesi
Acquarossa, Lottigna, Torre, Dangio, Aquila, Olivone.

Alberghi e ristoranti
Vedi lista alberghi dell’Ente Turistico di Blenio.

Visite
Museo di Lottigna
apertura da Pasqua al 1º novembre
orari:
ma/ve 14-17
sa/do e festivi 10-12 - 14-17
Per comitive di oltre 10 persone telefonare all’ETB 091 87117 65 Museo di Olivone
apertura come Lottigna
Per comitive di oltre 10 persone telefonare all’ETB 091 87117 65

Guida
"Sui sentieri dell’Arte in Blenio"
(Gastone Cambin).

Ente Turistico di Blenio
6716 Acquarossa
tel. 091 871 17 65

Anche la seconda tappa del nuovo Sentiero basso bleniese, che prende avvio ad Acquarossa (dove ha sede l’Ente Turistico della Valle di Blenio, cui ci si può rivolgere per qualsiasi informazione) permette all'escursionista, come la prima, di entrare in contatto con la natura, la storia, l’arte, le tradizioni, i paesi e la gente della regione che percorre. E’ una gita che si snoda, quindi, lungo sentieri, carraie e strade e non presenta nessuna difficoltà di percorso, rivelandosi sempre agevole. Un po' dopo il ponte sul Brenno, si lascia la carrozzabile e si prende il sentiero che sale a Lottigna e che, a un dato momento, sfiora le terme di Acquarossa, da anni ormai chiuse, Il pretorio di Lottigna, considerato il "più prezioso monumento araldico del Cantone", fu costruito nel XVI secolo da Gian Domenico Cima di Aquila, che lo donò poi, nel 1550, al baliaggio di Blenio per farne la sede dei Lanfogti. Diventato in seguito sede del tribunale distrettuale, accoglie, dal 1979, il Museo di Blenio con le sue sezioni dedicate all'etnografia, all’arte religiosa e alle armi.

Il Pretorio di LottignaAmmirata, dal piazzale del pretorio, la chiesa romanica di S. Carlo di Negrentino che spicca sul versante opposto della valle ed è rinomata per la sua importanza storica e artistica, si ritorna sulla cantonale e si va, lungo una strada agricola, a Grumo di Torre. Si sale quindi, lungo la vecchia strada, alla Baracca e si raggiunge Torre, con la sua chiesa parrocchiale di S. Stefano dallo slanciato campanile romanico. Si passa, in seguito, dall’oratorio di S. Salvatore con affreschi dei Tarilli, posto sull’area del castello di Curterio distrutto dai bleniesi nel 1182, dopo il giuramento di Torre qui prestato.

L’industria a Torre è ricordata dall'ex fabbrica di cioccolato Cima Norma, mentre una testimonianza religiosa è data, a Dangio, dalla chiesa barocca e restaurata di S. Ambrogio. Percorsa la ferace campagna di Aquila, si è a questo villaggio (noto per i settecenteschi dipinti di Carlo Biucchi sulla facciata della parrocchiale di S. Vittore, per i dipinti delle case e per la sua napoleonica Milizia).

V'è, a questo punto, l’occasione (5 minuti di cammino) di vedere l’interessante "ponte romano" di Grumarone. Si riprende poi il Sentiero basso che conduce, pure su "strada romana", a Ponte Aquilesco (con l'oratorio di S. Caterina affrescato dagli instancabili Tarilli). Subito dopo il ponte di Riascio, si segue il sentiero, appositamente tracciato dall’Ente turistico bleniese, che porta a Concherio e quindi, con davanti la svettante imponenza del Sosto, a Olivone, che ha da proporre, in modo speciale, le sue varie chiese (tra cui la parrocchiale di S. Martino con il campanile romanico), e il museo che, a Cà da Rivoi, presenta pezzi e collezioni di ricco pregio.

A Olivone termina il Sentiero basso, che può essere percorso anche in senso inverso, in direzione cioè di Biasca, ma che, in ambedue i casi, sta a comprovare come sia stata felice la scelta di un itinerario che, espressamente evitando passaggi difficili e salite faticose, permette ad ogni escursionista, giovane o anziano, preparato o no, di fare la conoscenza con una regione che ha tanto da mostrare, tanto da raccontare e tanto da offrire a chi si avvicini ad essa con animo appassionato, interessato e grato.

Profilo seconda tappa Sentiero basso

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