Itinerario No. 81

Sentiero basso della valle di Blenio

Prima tappa: Biasca - Acquarossa

Punto di partenza

Biasca stazione FFS

 

Periodo più indicato

Tutto l'anno ma in particolare autunno e primavera

Carte

1:25000 CNS
1273 Biasca
1253 Olivone

1:50000 CNS
266 Leventina

ATSE


Itinerario

Itinerario prima tappa Sentiero basso

Informazioni
sul percorso

Fermate utili delle Autolinee Bleniesi
Biasca, Loderio, Semione, Ludiano, Motto, Marogno, Dongio, Corzoneso-Piano, Acquarossa.

Alberghi e ristoranti
Vedi lista alberghi
dell' Ente Turistico di Blenio.

Visite
Museo dei minerali e dei fossili
di Semione (chiavi presso la
cancelleria comunale).
Torchio Cat Mutal 1756 a Ludiano
(inf. Giuseppe Gallizia, Ludiano).
Oratorio S. Pietro di Motto
(chiavi ristorante 3 vie, Motto).
Predacai, zona dei grotti di Dongio
(chiavi presso il municipio).
Oratorio di S. Remigio a Boscero,
Corzoneso-Piano (chiavi Mario Conceprio)

Guida
"Sui sentieri dell' Arte in Blenio"
(Gastone Cambin)

Ente Turistieo di Blenio
6716 Acquarossa
Tel. 091 871 17 65

Anche la prima tappa del nuovo Sentiero basso bleniese sta a confermare l'avvincente carattere di questa escursione che, facile e comoda, è adatta a ogni età e avvicina il gitante alla natura e all'arte, alla storia e alla vita di una valle.

Lasciata Biasca (che propone, in particolare, il pittoresco spettacolo dato dalla cascata di Santa Petronilla e una visita alla chiesa plebana dei Santi Pietro e Paolo, che è una delle più significative testimonianze romaniche in Svizzera), si è alla Leggiuna, un posto che non può che interessare gli appassionati di avifauna. Si arriva poi a Semione (da visitare il museo dei minerali e dei fossili e da ammirare, tra l'altro, sul sagrato della chiesa parrocchiale con campanile romanico, la cappella dei Morti affrescata nel XV secolo da pittori seregnesi).

I ruderi del castello di SerravallePercorso, in seguito, un tratto di "strada romana" con vista, a destra, su Malvaglia (spicca il campanile romanico di S. Martino), si è ai ruderi del castello di Serravalle fatto alzare nel XIII secolo dal balivo Alcherio da Torre, demolito dai bleniesi dopo il patto di Torre del 1182, ricostruito nel 1230 dai locarnesi Orelli, ampliato dai Visconti il secolo successivo e distrutto nel 1412 dal popolo insorto contro il feudatario Taddeo Pepoli. Attiguo a queste rovine vi è l'oratorio di S. Maria del Castello, con affreschi attribuiti ai Tarilli di Cureggia e una bellissima cancellata secentesca. Ludiano accoglie poi il gitante con le sue case affrescate, le sue floride vigne, i suoi antichi torchi e i suoi rinomati grotti, mentre più avanti si ritrova il romanico dell'oratorio di S. Pietro a Motto di Dongio, che ha, all'interno, dipinti quattrocenteschi. Sono invece più che altro settecenteschi gli affreschi dell'oratorio di Motto, situato di là dal Brenno e dedicato a S. Maria. Seguendo quindi una strada agricola, si può vedere, alta sopra Dongio e solo rischiosamente raggiungibile, la Casa dei Pagani, antico e roccioso rifugio per la popolazione minacciata dalle frequenti invasioni.

Dopo Dongio (degni di nota particolarmente il vecchio nucleo del paese, la zona dei grotti Predacai e, nella chiesa parrocchiale, il ciborio settecentesco, ligneo e scolpito, proveniente da Malvaglia), vi è, a un bivio, la possibilità di giungere ad Acquarossa seguendo la strada del Satro. Il Sentiero basso si dirige invece, usando il nuovo ponte sul Brenno, verso Corzoneso-Piano, da cui vi è la possibilità di visitare, a Boscero, il vicino oratorio di S. Remigio: si tratta di un edificio romanico, forse risalente al XIII secolo, con alcuni affreschi ritenuti dell'epoca e altri, ugualmente restaurati, del Quattrocento e del Cinquecento.

L'escursione passa poi tra l'Ospedale distrettuale e la Casa per anziani e termina sul piazzale della posta situato accanto all'ex stazione della ferrovia regionale Biasca-Acquarossa. Da Acquarossa il Sentiero basso prosegue verso Olivone, seguendo il tracciato descritto nel prospetto 2 e dando all'escursionista, pure in questa seconda tappa, la possibilità di conoscere, della Valle di Blenio, quegli aspetti che solo il camminare a piedi permette, con il suo sereno ritmo e le sue indisturbate soste, di compiutamente osservare, conoscere e apprezzare.

Profilo prima tappa Sentiero basso

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