| Punto di partenza Ponte Brolla
Facilmente raggiungibile in auto o con le
FART da Locarno |
| Periodo più
indicato Tutto l'anno ma in
particolare autunno e primavera |
| Carte 1:25000 CNS 1312 Locarno
1:50000 CNS 276 V.Verzasca |
| ATSE
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Basta aprire la cartina topografica 1:50'000
"Valle Maggia e Val Onsernone" per rendersi conto della vastità del territorio
e della molteplicità di itinerari pedestri che solcano questa regione, da Ponte Brolla su
su fino al Passo del Naret. Nellimbarazzo
di tanta offerta, abbiamo scelto per cominciare un itinerario allentrata della valle
e che bene si presta ad esser percorso a fine autunno e anche in inverno, quando la neve
si accontenta di scendere non oltre i 600 metri di quota.
Si parte da Ponte
Brolla, raggiungibile in treno, in bus o in automobile. Il nostro itinerario inizia presso
il Grotto America, situato ove sbocca il sentiero in provenienza dal vecchio ponte della
ferrovia. Una stradina asfaltata conduce lungo la sponda destra della Maggia, passando ove
il fiume forma ampie pozze, tanto gradite dai bagnanti in estate. Dopo una decina di
minuti si abbandona la comoda strada asfaltata per salire a sinistra in direzione di Gropp
(foto 1), idilliaco monte, diviso in due frazioni, ove sorge la Colonia di vacanze
Vandoni, di proprietà della città di Locarno.
Da qui, dopo aver ammirato uno splendido gruppo di
rustici, si sale in una vasta pineta per comodo sentiero ben marcato verso la Forcola. Il
piccolo passo, raggiunto dopo circa venti minuti da Gropp, collega di fatto la Valle
Maggia con le Terre di Pedemonte. Brusco il cambiamento di vegetazione: dalla scura pineta
si entra in un bosco di castagni e betulle, molto più arioso. Pochi metri dopo il passo,
un cartello indicatore segnala la possibilità di salire verso sinistra alle "Rovine del Castelliere". Non solo per queste ultime (ben poco rimane di una roccaforte molto
antica e di una probabile torre militare di avvistamento) ma anche per lo splendido panorama che vi si gode, consigliamo questa
deviazione, che non dura più di un quarto dora.
Tornati al bivio, si continua in direzione ovest in
leggera discesa verso un monte senza denominazione sulla carta topografica, per proseguire
poi in un castagneto, con il sentiero che segue la corona di un muro costruito a suo
tempo per il contenimento di un riale destinato ad alimentare i mulini
di Verscio. Si lascia questa specie di "bisse" nostrana al punto ove questa
incrocia il sentiero proveniente da Tegna (foto 2). Si segue questultimo in
leggera salita e si arriva, dopo circa unora di marcia complessiva, a quella
splendida costruzione del 17.o secolo che è lOratorio di S. Anna, posto a poco meno
di 500 metri di quota. Dopo aver ammirato la chiesetta con il suo agile porticato e il
panorama che si gode dal suo sagrato, si segue il sentiero che, pianeggiante, continua in
direzione ovest fino a raggiungere, dopo pochi minuti, lentrata della valletta del
Ri di Riei.
Si piega qui nuovamente verso nord, risalendo la
valle, passando su di un ponte in sasso recentemente ricostruito, per raggiungere la
frazione di Streccia, punto più alto della nostra gita. Di fatto da qui si rientra in
Valle Maggia, scendendo a Dunzio attraverso la frazione di Djula, ove si diparte il
sentiero che porta a Capoli e Aurigeno.
Dunzio, raggiunto dopo circa due ore di marcia complessiva,
ridente insediamento parzialmente abitato tutto lanno, è situato in una conca
naturale della quale nessuno immaginerebbe lesistenza senza esservi salito. Il
monte, sul quale sorge una graziosa chiesetta, è raggiungibile attraverso una strada
carrozzabile che sale da Aurigeno, strada che noi seguiremo a ritroso fino a raggiungere
la Forcola di Dunzio. Da quassù, dopo aver ammirato qualche centinaio di metri prima da
una sporgenza rocciosa il panorama della bassa Valle Maggia, il sentiero scende ripido
verso Avegno. A cinque minuti di marcia si incontra una cappella votiva (Capela Bondietti,
foto 3) affrescata da Giovan Antonio Vanoni (1810-1886). Chi vuole evitare la
ripida discesa, può continuare lungo la strada fino ad Aurigeno, da dove è possibile
rientrare con i mezzi pubblici.
Attraversato, nella parte terminale del sentiero, una ripida
spaccatura nella roccia denominata "I cento passi" (foto 4), si arriva
alla piana di Torbeccio, in riva alla Maggia, ove sorge lagile passerella che
permette di raggiungere la sponda sinistra del fiume. Voltandoci a guardare lerta
parete di granito, usata dagli scalatori quale palestra di roccia, che separa Torbeccio
dalla conca di Dunzio, ci si meraviglia del fatto che un sentiero la possa valicare.
Si segue per un breve tratto la strada cantonale e si arriva, dopo
circa tre ore di marcia complessiva, ai Grotti di Avegno, ove è possibile ristorarsi. Da
qui lungo la vecchia strada che attraversa il ridente e ben conservato paese di Avegno, si
sale verso Avegno di fuori (o "Terre di Fuori"). Questa frazione merita davvero
una sosta per ammirarvi le costruzioni in sasso, tipiche della regione e la graziosa
piazzetta (foto 5) nei pressi della chiesa. Allinterno di questo nucleo, ove
difficilmente entrano le automobili, sembra di ritornare indietro nei tempi.
Alluscita sud della frazione si prende il
sentiero che, a circa 300 metri di quota, segue la sponda sinistra della valle in
direzione di Ponte Brolla. Ridiscesi sulla cantonale nei pressi del vecchio ponte
ferroviario, lo si attraversa e dopo aver ammirato lo splendido spettacolo delle gole
scavate dal fiume nella roccia si ritorna al punto di partenza presso il grotto America,
dopo circa quattro ore di marcia complessiva. |