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Addio Cagnone! |
| I Bovari del Bernese hanno
origine molto antica. In una lampada di terracotta dell'epoca romana, scoperta a
Vindonissa (la odierna Windisch), antico campo fortificato romano nella Gallia celtica, è
raffigurato un cane del tutto simile all'attuale Bovaro del Bernese, sebbene di più
massiccia struttura. Altri reperti confermerebbero l'origine non solo di questo ma anche
degli altri Bovari svizzeri, Grossi cani che discendenti dal Mastino tibetano - al
tempo della colonizzazione romana giunsero al seguito delle legioni. È noto che quelle
truppe portavano con loro grosse mandrie che costituivano parte dei loro
approvvigionamenti ed è quindi logico ritenere che il bestiame stesso venisse condotto da
cani mandriani di tipo molossoide che in Italia esistevano da tempo, condottivi dai Fenici
o dai Greci. Gli stessi cani che venivano allevati per diverse mansioni: combattimenti
nelle arene, condotta degli armenti, guardia nelle stazioni militari, ecc. Fu attraverso il San Gottardo che penetrarono in Svizzera, diffondendosi e dando luogo nel tempo, per impiego, habitat e selezione, alle varie forme. Nello stesso modo come, sempre in Svizzera, si ebbe a formare il San Bernardo e nella Svevia il Rottweiler. Per questa teoria optano grossi nomi di naturalisti quali il Kramer di Berna, il Keller di Zurigo, lo Tschudy di Basilea, lasciando isolati quegli altri che propendono per una formazione autoctona, Teoria quest'ultima che sembra oggi riprendere decisamente quota (vedi pubblicazioni in tedesco di Margret Baertschi o il volume pubblicato in italiano da Silvana Vogel Tedeschi, "Il Bovaro Bernese ieri e oggi", Ed. Al Trovante) declassando l'altra a semplice "leggenda". Qualunque ne sia la sua origine antica, sta di fatto che il Bovaro del Bernese, nell'andare dei secoli incrociato con cani locali, stava per estinguersi. Fu per merito di Franz Schertenleib che verso il 1892, raccogliendo nella campagna bernese dei soggetti conservatisi bene in tipo (chiamati Dürrbächler dalla regione di Dürrbach, un paesino nel Canton Berna presso il passo del Gurnigel), intraprese quel coscienzioso allevamento che permise la sopravvivenza di questo stupendo cane per l'ammirazione dei cinofili. Conosciuto ora anche fuori della sua terra d'origine, trova numerosi amatori in altri paesi d'Europa e anche d'oltre oceano. E' un ottimo guardiano di mandrie, cane da contadini e da lavoro. Per la sua bellezza veramente notevole ha assunto altrove il ruolo di cane da guardia, da difesa e da compagnia. Intelligente, si affeziona grandemente al padrone. E' anche un cane dutilità, di taglia al di sopra della media, forte e vivace. Armonioso e ben proporzionato, con membra diritte e vigorose. Statura: maschi, da 64 a 70 centimetri (ideale 66-68); femmine, da 58 a 66 centimetri (ideale 60-63). Testa corta e massiccia. Cranio piatto. Stop ben marcato tuttavia senza esagerazione. Muso forte e diritto. Dentatura "a forbice". Labbra poco pronunciate. Occhi bruno scuro, a mandorla. Orecchi di media grandezza, attaccati alti, triangolari, pendenti. Petto ben aperto, disceso almeno fino al gomito. Dorso solido, diritto. Groppa leggermente arrotondata. Coda folta, ricadente fino al garretto. Arti bene in appiombo. Piedi corti, rotondi. Pelo fine, liscio, lungo, leggermente ondulato, non arricciato. Colore : nero intenso con macchie bruno rosso sulle guance, al di sopra degli occhi, agli arti e sul petto. Lista bianca simmetrica sulla testa; petto bianco, di preferenza in forma di croce; piedi bianchi ed estremità della coda bianca (desiderata ma non obbligatoria). (tratto e parzialmente corretto da "153 Razze di cani", Fiorenzo Fiorone, De Vecchi Editore - Milano) |
Nel 1907, dopo aver partecipato ad alcune mostre canine in una classe "fuori concorso", grazie anche all'impegno di quel grande naturalista che era il Prof. Albert Heim, si ritenne che il "Dürrbächler", così era chiamato per la sua origine, avesse tutte le qualità per assurgere al rango di cane di razza; venne perciò iscritto nell'albo delle razze canine di origine svizzera. Di carattere mite, resistente all'inclemenza del tempo, di grande compagnia e dall'intelligenza sempre pronta a recepire quanto di nuovo capita nell'ambiente nel quale è inserito, da cane utilitario - più da traino e che da vero proprio cane pastore - è diventato in questi ultimi anni un eccellente cane da compagnia.
Sottoscrivo, sottoscrivo pienamente.
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